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Che spigole mangiamo? Di allevamento, di mare o “di allevamento di mare”? |
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di Maurizio Cortese. Grandezza della rete. Non quella dei pescatori, anche se l’argomento ben si presterebbe a questa interpretazione, ma del web. Una ricetta corredata di fotografie che immortalano una spigola, ha fatto scatenare il commentatore di Dissapore, Eggi. In tutta la mia vita mai avevo sentito raccontare, con assoluta dovizia di particolari, ogni cosa riguardo gli abitanti del mondo marino, e l’ignara spigola mai avrebbe immaginato di diventare oggetto di studio così approfondito. Occhi, denti, spina dorsale, coda, sguardo aggressivo, insomma una tac in piena regola. Eggi commenta dalla Svizzera e mi è parso alquanto singolare che ne potesse sapere più di un napoletano che la mattina si sveglia con i vetri delle finestre resi opachi dalla salsedine. Poi scoprirò che non solo non è “sfizzero” ma è anche uno che le mani se l’è sporcate sul campo, anzi a mare. |
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Ristoratori, redditi da fame. La Procura ordina i controlli. |
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La tabella è impietosa. Ciascuno dei 3205 ristoratori presenti nel Comune di Venezia ha dichiarato nel 2006, ultimo anno disponibile per un’elaborazione precisa, in media 23988 euro. Cioè appena 35 euro in più dei 337 colleghi di Caorle, che è sì una città turistica, ma paga una forte stagionalità come tutte le spiagge: lì in media il ricavo è di 23953 euro. A Jesolo gli operatori sono 812 e, a leggere le dichiarazioni dei redditi, sono sull’orlo della rovina: 13678 euro a testa, poco più di mille euro al mese, come un operaio. È vero che c’è sempre la storia del pollo, per cui se la media è di mezzo pollo a testa, magari c’è chi ne mangia uno e chi zero. Ma allora beati quei 43 ristoratori di Quarto d’Altino, che ne hanno dichiarati 55.180, i più ricchi dell’intera provincia di Venezia. |
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Critica o veto commerciale? |
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Dal blog di Valerio M. Visintin: "Eravamo seduti a un tavolo di Joia, tempio del celebre chef ticinese Pietro Leemann. Io consideravo il mio “raviolo a mano” - che si presenta come un guanto clinico color naviglio - incerto se restituirlo al cameriere o farmelo incartare per porlo a guardia dell’appartamento. Il mio compagno di sventura, avendo ordinato “sotto una coltre”, rovistava nel piatto invaso da una sorta di bava schiumosa, ricavando arcani bocconcini.
“Com’è?”.
“Sa di zafferano e gazzosa al limone…Il tuo?”.
“Sono più fortunato: sa di plastica”.
Ma è stato proprio in quell’istante, comparando il nome del “raviolo a mano” alla sua forma, che ho finalmente intuito qual è la più intima e vibrante vocazione di Leemann.
Quest’uomo è soprattutto uno straordinario umorista. Arrivo a dire il più grande umorista svizzero dei nostri tempi. Ciò nonostante, seguendo un destino comune alle menti geniali, è incompreso. Banalmente descritto come cuoco." |
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